Petronio elegantiae arbiter, maestro di buon gusto alla corte imperiale di Nerone. Tanto raffinato da protrarre il suicidio legandosi e slegandosi a intermittenza le vene recise, così da potersi intrattenere amabilmente con gli amici mentre la vita lo abbandonava. È così che Tacito (ann. 16.18) definisce il Gaio Petronio, proconsole in Bitinia e poi console, coinvolto nella repressione della congiura dei Pisoni, che la critica, pressoché unanime, ha identificato fin dal Cinquecento con l’autore del Satyricon. Diversi indizi avvalorano questa ipotesi, a partire dalla intestazione dell’opera nei manoscritti, che la attribuiscono in varie forme a tal Petronius arbiter.