Decimo Giunio Giovenale scrisse 16 satire, tra il 100 e il 130 d.C. A Roma la satira era un genere familiare, l’unico di tutta la letteratura latina che non fosse traslato, ispirato, copiato dai Greci. Da tre secoli aveva carattere denigratorio e aggressivo, con l’unica parentesi di Orazio, che aveva ideato uno stile conversevole e indulgente. L’autore raccontava di sé e delle sue insofferenze, rinunciando a scagliarsi sugli altri. Ma si era ad inizio secolo. A fine I secolo d.C., difficile est saturam non scribere, esplode Giovenale (Satira I, v. 30), facendo del proprio disgusto verso i tempi un motore propulsivo per la sua opera.
Giovenale: la lezione di Margherita Rubino | Le lezioni del Corriere
L'autore trasforma lo sdegno in poesia per denunciare vizi, potere e corruzione della Roma imperiale: così costruisce un feroce ritratto sociale






