Prima Audi basata sull’architettura PPC, ovvero Premium Platform Combustion che condivide con quella dedicata alle full-electric le avanzate piattaforme elettronica e digitale, la gamma dell’A5 ha aperto assieme al suv Q5 il capitolo della flessibilità tecnologica del brand.

Ovvero, la road map che non punta solo sui modelli elettrici puri. A pochi mesi dal debutto, adesso l’A5 ai powertrain mild hybrid a 48 V affianca sistemi ibridi plug-introducendo, nel contempo, anche la denominazione e-Hybrid. Per la cronaca, sarà adottata anche dalle altre future nuove Audi plug-in per renderle più riconoscibili.

La tecnica

Disponibili sia per lo schieramento della berlina sia per quello della station Avant e abbinati solo alla trazione integrale ultra, che mette in gioco la trazione del retrotreno quando effettivamente necessario, si declinano in varianti con potenze complessive di 299 e 367 CV. In entrambi i casi il sistema è formato da un motore a benzina turbo di 2 litri a ciclo Miller che, avvantaggiando la combustione a prescindere dal regime di rotazione, contiene consumi ed emissioni e un’unità elettrica, integrata nel cambio a doppia frizione con sette marce.

Oltre 100 km in elettrico