Una mattina, non sapendo dove far colazione, mi sono infilato in una pasticceria siciliana che oltre ai cannoli e alle cassatine serve anche i macaron, quei dolcetti parigini dove una ganache tiene insieme due gusci ariosi di meringa. Non voglio giocare al piccolo Proust, ma mi è bastato il primo morso perché mi si rivelasse un mondo: quanto a pesantezza, i macaron siciliani erano quasi indistinguibili dai fruttini di marzapane. Al secondo morso rischiavo una crisi iperglicemica, al terzo mi si erano otturate un paio di arterie, ma in compenso ho ricevuto un’epifania: ecco, mi sono detto, ci sono tante cose belle che associo alla Sicilia, ma tra queste la leggerezza proprio non c’è.