Una mattina, non sapendo dove far colazione, mi sono infilato in una pasticceria siciliana che oltre ai cannoli e alle cassatine serve anche i macaron, quei dolcetti parigini dove una ganache tiene insieme due gusci ariosi di meringa. Non voglio giocare al piccolo Proust, ma mi è bastato il primo morso perché mi si rivelasse un mondo: quanto a pesantezza, i macaron siciliani erano quasi indistinguibili dai fruttini di marzapane. Al secondo morso rischiavo una crisi iperglicemica, al terzo mi si erano otturate un paio di arterie, ma in compenso ho ricevuto un’epifania: ecco, mi sono detto, ci sono tante cose belle che associo alla Sicilia, ma tra queste la leggerezza proprio non c’è.
Nino Frassica: «Io vado a godimento». Cronaca di un incontro leggermente surreale
Comico, attore, presentatore. «Ho cominciato a 19 anni a teatro, il mio gruppo si chiamava I cantatori pelosi figli della cantatrice calva. Ma la vera ispirazione era Alto Gradimento. Sono stato fortunato, e anche furbo: ho bussato alla porta giusta», racconta a uno scrittore che sa tutto di lui (lo segue da quando era bambino) e che arriva a confessargli di aver commesso un furto...







