Frontiere e territori di Massimo Osti, ora sono esposti a Palazzo Pepoli in una mostra a lui dedicata inaugurata venerdì e preceduta da un talk condotto da Roberto Grandi con il figlio Lorenzo Osti, Enrico Brizzi e Francesca Ragazzi. Mostra e talk: due sguardi diversi su Osti, scomparso 20 anni fa appena sessantenne. Stilista bolognese, innovatore e rivoluzionatore, negli anni 70, 80 e oltre, dei codici della moda: Cp Company e Stone Island lì ha creati lui. «Nella mostra, che non è un’antologica, ci siamo concentrati sul suo metodo di lavoro e sui suoi pilastri ispirativi», dice Lorenzo, ora presidente della Cp. «Quindi grafica, abbigliamento militare, innovazione e trasformazione dei tessuti. Abbiamo poi ricostruito il suo studio che rispondeva a una sua massima, “mi piace l’ordine nel caos”, ed esposto 14 capi iconici, compresi gli ultimi realizzati con Levis e Philips, con un gilet tecnologico».
Massimo Osti, parla il figlio dello stilista che creò Cp Company e Stone Island: «Con la tenda di una doccia creava una giacca. Compresi il suo genio dopo la morte»
A Bologna la mostra sullo stilista che dagli anni '70 ai '90 rivoluzionò la moda. Il figlio Lorenzo: «Curava tutti gli aspetti: logo, etichette, campagne pubblicitarie. Da bambino fermavo le persone con i suoi capi. A casa poteva arrivare Lucio Dalla come Beppe Grillo, c'era un fermento creativo»







