Nella sfida legata alla crisi climatica in atto ci sono specie che potrebbero partire avvantaggiate. Sarebbero in grado, cioè, di mostrare una certa resistenza, o meglio di mettere in campo strategie adattive in grado di garantire loro la sopravvivenza, nonostante global warming e acidificazione degli oceani. Così l’ultima, sorprendente risposta arriva dalle patelle (Patella caerulea il nome scientifico), sottoposte nei mari di Ischia a uno stress del tutto simile a quello che l’acidificazione degli oceani di origine antropica imporrà, su scala globale, a tutte le specie marine. Già, perché a Ischia i cosiddetti “vents” - colonne di anidride carbonica che fuoriescono, per effetto del vulcanesimo secondario, dai fondali marini in più punti del perimetro sommerso dell’isola, a cominciare dal Castello Aragonese – creano in modo del tutto naturale le condizioni che le continue immissioni di anidride carbonica, di cui è responsabile l'uomo, causeranno nei mari di tutto il mondo entro la fine del secolo.Indiziate numero uno a pagarne le conseguenze sono le cosiddette specie sessili, che hanno margine di movimento ridotto. Ma sarà effettivamente così? “Noi abbiamo studiato le patelle, partendo dall’assunto che la loro conchiglia calcarea soffrisse l’abbassamento del pH, rischiando dunque di non sopravvivere in acque così corrosive”, spiega Camilla Della Torre, docente di ecologia al Dipartimento di Bioscienze dell'Università degli Studi di Milano e associata alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, che ha coordinato la ricerca, i cui esiti sono stati appena pubblicati sulla rivista Environmental Research.