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7 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:36
È un servizio praticamente fondamentale per accedere a quasi tutti i servizi pubblici. Eppure da luglio lo Spid, cioè il sistema pubblico di identità digitale, rischia di diventare a pagamento per tutti i cittadini. E ciò perché, ad oggi, risultano ancora bloccati i finanziamenti pubblici da 40 milioni di euro previsti da un decreto del 2023 e destinati agli operatori che forniscono il sistema di identità digitale per i servizi online della Pubblica amministrazione. La notizia è stata confermata al quotidiano Repubblica dall’Agenzia Italia Digitale, l’ente governativo che si occupa di Spid. Il blocco dei fondi è da imputare al “rimpallo burocratico tra vari ministeri” del decreto fino al marzo scorso.
Il risultato? Molti operatori del settore stanno già applicando tariffe per il servizio: come Aruba, gratis solo il primo anno, o Infocert, che dopo dieci anni applicherà per la prima volta una tariffa da 5 euro e 98 ogni dodici mesi. Cifre in teoria minime, ma che riguardano un servizio fondamentale per la gestione delle pratiche burocratiche di ogni giorno: più del 90% degli accessi alla pubblica amministrazione in via digitale avvengono tramite Spid, cioè più di un miliardo solo l’anno scorso. Nonostante i tentativi del governo, infatti, l’uso della Carta d’identità elettronica è ancora minimo.











