Adesso sotto il tendone del circo frettolosamente montato nella capitale americana da Donald Trump e Elon Musk potremmo vedere di tutto. C’è chi immagina una lotta mortale col presidente che, rendendosi conto di aver sottovalutato la pericolosità e l’instabilità dell’imprenditore, può prendere sul serio le proposte estreme dell’attivista ultraconservatore (e suo ex stratega) Steve Bannon e di un consigliere fidato come Peter Navarro: indagini per provare che Musk, geniale ma anche temerario e instabile, avrebbe violato le regole della sua clearance di sicurezza usando droghe, non riferendo alle autorità i suoi colloqui con personaggi chiave per la sicurezza dell’America, cercando di ottenere dal Pentagono informazioni militari riservate sulla Cina, Paese nel quale lui ha grandi interessi. E anche la minaccia di confiscare le sue aziende strategiche per esigenze di sicurezza nazionale.