È stato un Donald Trump diverso da quello che tutti si sarebbero aspettati dopo lo scontro pubblico con il suo ex alleato, consulente e amico Elon Musk: Nessuna escalation, nessun post feroce, nessun soprannome dispregiativo. Anzi. Nonostante abbia più volte dichiarato di non aver intenzione di ricucire i rapporti, il presidente ha comunque augurato al patron di X «il meglio». Un retroscena pubblicato dal Washington Post racconta, però, di un Trump molto nervoso negli ultimi giorni, provato dalla lite e sempre al telefono. E sicuramente consapevole del fatto che questo scenario si sarebbe potuto verificare.

Nonostante, la settimana scorsa, abbia cercato di salvare le apparenze salutando il ritiro di Musk dalla guida del Doge (l'ufficio dell'efficienza governativa incaricato di snellire la burocrazia) con parole di stima e apprezzamento, il rapporto tra l'uomo più potente e quello più ricco del mondo era già da tempo arrivato al capolinea. Consapevole del potere del patron di Tesla, X e SpaceX - capace, con i suoi miliardi e i suoi social, di influenzare l'opinione pubblica anche in vista delle prossime elezioni di metà mandato - Trump ha scelto la strategia di un divorzio consensuale invece che rissoso per ridurre al minimo il rischio di eventuali ripicche. Nelle scorse ore, il sito Politico ha riferito che i rispettivi consiglieri si sono parlati al telefono ma che il futuro del rapporto rimane «incerto». Negli ultimi giorni, il presidente non ha insistito sulla minaccia di tagliare alle aziende di Musk i contratti governativi e il magnate sudafricano ha cancellato i post in cui accusava Trump di essere nei «file Epstein».