In Simulacri digitali (Add Editore, 248 pagine, 20 euro), Andrea Daniele Signorelli analizza con lucidità e spirito critico il modo in cui le tecnologie stanno ridefinendo i confini tra reale e virtuale. Con uno strumento potente e antichissimo: la narrazione, che dà forma al presente e indirizza il nostro futuro. Le leve del marketing, dello storytelling e della finanza vengono impiegate per creare un’illusione di avvenire, funzionale a trasformare il reale secondo logiche politiche, economiche e speculative.

Nel volume, Signorelli si interroga sugli scenari che stiamo attraversando e su come la loro stessa interpretazione sia generata, e al tempo stesso distorta, dalle tecnologie con cui interagiamo. È il caso, specie negli ultimi tempi, dell’intelligenza artificiale, cui è dedicato questo breve estratto del libro.

Negli ultimi anni il mondo delle nuove tecnologie è stato costellato da una lunga serie di momenti di euforia, che hanno spesso generato enormi spostamenti di denaro prima di sgonfiarsi e in alcuni casi sparire senza lasciare traccia. La fine di questi cicli ha in alcuni casi travolto delle innovazioni promettenti ma ancora troppo acerbe per soddisfare le aspettative, finendo paradossalmente per ostacolare, invece che supportare, il loro sviluppo. Siamo sicuri che il caso dell’intelligenza artificiale – una tecnologia che già da una decina d’anni abbondanti sta cambiando, nel bene o nel male, le nostre vite – sia così diverso?