CONEGLIANO (TREVISO) - Una storia di violenza sessuale e droga, avvenuta a Conegliano nel novembre scorso, che ha portato in carcere un senegalese 30enne. Il giovane, il 7 maggio scorso, è stato però scarcerato dal gip Marco Biagetti e rimesso in libertà. Con ordinanza il giudice delle indagini preliminari stabiliva che il 30enne Abdou Guye, assistito dall’avvocato Alessandra Nava, non potesse avvicinarsi alla ragazza 29enne coneglianese - che secondo l’accusa aveva violentato - e ha inoltre prescritto l’apposizione del braccialetto elettronico. Una misura da codice rosso che viene impiegata nei casi di violenza contro le donne. Dal 7 maggio, però, Guye, è in carcere in attesa del braccialetto elettronico. «Non c’è la disponibilità del sistema elettronico che monitora la posizione del mio assistito. Dunque, resta in galera nonostante la misura di scarcerazione disposta dal gip. Speriamo che questo braccialetto arrivi già in giornata ma, comunque, il mio assistito si è fatto un mese di indebita galera» puntualizza Nava. E aggiunge: «La questura trevigiana potrebbe occuparsi direttamente dei casi da codice rosso, tracciando con i propri sistemi informatici gli indagati, o già condannati, per reati di molestie, stalking, violenze contro le donne. Invece, il Ministero ha scelto di affidare l’appalto a Fastweb, per coprire tutto il territorio nazionale. Con il risultato che i braccialetti elettronici scarseggiano, oppure non funzionano correttamente».
Violenza sessuale su una giovane di Conegliano, il braccialetto elettronico non c’è e il 30enne senegalese resta in carcere
CONEGLIANO (TREVISO) - Una storia di violenza sessuale e droga, avvenuta a Conegliano nel novembre scorso, che ha portato in carcere un senegalese 30enne. Il giovane, il 7 maggio scorso,...






