TREVISO - Cerca di abbracciarla, poi di baciarla e alla fine la blocca contro un muro in Lungosile Mattei allungando le mani sulle sue parti intime. Un’aggressione a sfondo sessuale in piena regola, non andata a buon fine soltanto per la reazione della vittima che a suon di schiaffi ha fatto scappare quell’uomo che voleva abusare di lei.

Finito a processo, un tunisino di 26 anni, Skandar Lajdal, è stato condannato ieri mattina a due anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale. Il collegio del tribunale di Treviso, accogliendo le richieste del difensore, l’avvocato Paolo Bottoli, ha riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche (essendo incensurato) e quella della particolare tenuità del fatto (ritenuta prevalente sull’aggravante di aver approfittato della condizione di disabilità della vittima, affetta da una forma lieve della sindrome di Asperger, un disturbo del neurosviluppo classificato all'interno dello spettro autistico caratterizzato da difficoltà nell'interazione sociale, comportamenti ripetitivi, interessi specifici intensi e goffaggine motoria, senza ritardi cognitivi o del linguaggio).

Tutto accade nel pieno di quella che per mesi è stata proclamata “zona rossa”, tra via Roma e Corso del Popolo. Era il 28 aprile dello scorso anno quando si verificò l’episodio contestato. La vittima, una ragazza che all’epoca dei fatti aveva appena compiuto 20 anni, stava tornando a casa dopo aver percorso a piedi Riviera Santa Margherita. Giunta in Lungosile Mattei la giovane è stata avvicinata dal tunisino.