Icarboidrati sono i primi ad essere sacrificati sull’altare del dimagrimento perché creduti colpevoli di ingrassamenti spiacevoli, ma ultimamente proprio i carboidrati ci riservano piacevoli sorprese. Secondo i risultati di uno studio, pubblicato recentemente su JAMA Network Open, i carboidrati assunti con la dieta rappresentano un pilastro importante dell’invecchiamento in salute. Per tutti i cibi che si portano in tavola, il riferimento è alla qualità più alta, piuttosto che alla quantità. Esistono dati limitati sul ruolo dei carboidrati alimentari e su come procede e si sviluppa l’invecchiamento in salute comprese le associazioni tra gli indici di qualità dei carboidrati.

Questo è quanto hanno indagato gli autori guidati da Andres V. Ardisson Korat, della Tufts University School of Medicine di Boston (Stati Uniti), sottolineando l’importanza di queste informazioni in un contesto globale nel quale la popolazione continua a invecchiare. Anche in Italia la speranza di vita alla nascita è in crescita e, secondo i dati Istat pubblicati nel 2025, relativi al 2024, si attesta a 83,4 anni, con un incremento di quasi 5 mesi rispetto al 2023. Per capire quanto e come i carboidrati assunti con la dieta si associano al buon invecchiamento, Ardisson Korat e colleghi hanno analizzato i dati del Nurses’ Health Study per un periodo di oltre 30 anni, dal 1984 al 2016, includendo nell’analisi oltre 47.500 donne che nel 1984 avevano un’età età inferiore ai 60 anni. I dati relativi all’assunzione di nutrienti sono stati ricavati dai questionari di frequenza alimentare del 1984 e del 1986 e sono stati utilizzati per determinare il legame tra carboidrati e l’invecchiamento in buona salute, valutato anche grazie a questionari specifici constatando poi l’assenza di 11 malattie croniche importanti (tra le quali cancro, diabete di tipo 2, Parkinson, broncopneumopatia cronico ostruttiva e scompenso cardiaco congestizio). Un altro dato valutato è stato l’assenza di disturbi delle funzioni cognitive e fisiche e una buona salute mentale.