Un buon game design è per sempre, e quello di Tetris è senza dubbio un buon game design. C’è qualcosa nel gioco inventato da Aleksej Pažitnov che continua a esercitare un fascino particolare, a distanza di quarant’anni dalla sua nascita. Nato nel 1984 all’interno di un istituto di ricerca sovietico come un semplice passatempo di un ingegnere informatico amante dei rompicapi, Tetris è diventato col tempo un fenomeno di costume, un simbolo, un atto politico, una macchina stampa soldi. Più che un successo commerciale (oltre 520 milioni di copie vendute), Tetris è diventato un fenomeno culturale, capace di sopravvivere a generazioni, piattaforme e rivoluzioni tecnologiche. Gli anni passano, le generazioni di console vanno avanti, lui resta. Anche perché Tetris ha tutti gli elementi che ogni game designer desidera: è facile da imparare, è comprensibile al di là di ogni barriera linguistica, è semplice da adattare a più sistemi e stimola il giocatore in modo sempre nuovo.

Tetris: un'amicizia che dura da 40 anni

Il segreto di Tetris sta nella sua capacità di offrire continuamente piccoli problemi da risolvere, dandoci una scarica di soddisfazione quando li risolviamo e non lasciandoci troppo tempo per recriminare sugli errori. Un meccanismo che il nostro cervello adora.