Da qualche giorno, chi prova ad accedere a Pornhub, RedTube o YouPorn dalla Francia non trova più video espliciti, ma un quadro. E non uno qualunque: La Libertà che guida il popolo di Delacroix simbolo della rivoluzione francese. Un gesto clamoroso di protesta contro la nuova legge che impone ai siti pornografici di verificare in modo rigoroso l’età dei propri utenti. La normativa francese richiede l’identificazione tramite documenti ufficiali o metodi simili, una misura che le piattaforme considerano invasiva e inefficace, oltre a rappresentare una minaccia per la privacy degli utenti. Il governo francese, tuttavia, difende la legge, sottolineando la necessità di proteggere i minori, dato che oltre, secondo stime, oltre due milioni di minorenni accedono regolarmente a contenuti pornografici nel paese.

Mettere al riparo i minori dalla pornografia è una delle poche battaglie su cui opinione pubblica e governi concordano. Il problema è come farlo. Il problema, però, è il come. Attualmente, l’unico ostacolo per un adolescente curioso è un click su “Ho più di 18 anni” – autocertificazione che ha lo stesso valore legale di un “lo giuro”. Da anni si discute di sistemi più efficaci per il controllo dell’età. Ma introdurli significa entrare in un territorio minato: da un lato c’è la necessità di proteggere i minori, dall’altro la tutela della privacy.