Lo sciopero dei siti porno francesi, in protesta contro la stretta legislativa, ha fatto fare affari d’oro alla società ginevrina Proton VPN, con sede a Plan-les-Ouates. L'azienda ha infatti annunciato di aver registrato un aumento del 1.000% delle registrazioni sulla propria piattaforma dopo solo mezz’ora dall'entrata in vigore del blocco (avvenuto martedì 3 giugno). «È un numero che ha superato gli iscritti durante il blocco di TikTok da parte degli Stati Uniti», ha spiegato la stessa società su X. Ma come hanno fatto ad aggirare l’ostacolo? Semplice, le reti private virtuali permettono infatti di creare un indirizzo IP (Internet Protocol) straniero per aggirare la sospensione in Francia.
Alcuni fra i principali siti per adulti, tra cui Pornhub e YouPorn nelle ore scorse avevano infatti annunciato la cessazione dell'attività in Francia, la protesta è contro la legge francese che imporrebbe la verifica dell'età degli utenti.
Sciopero dei siti porno in Francia contro la stretta legislativa
Il braccio di ferro con il governo tuttavia non è destinato a finire subito. La ministra per le Pari opportunità, Aurore Bergé, che da tempo ha iniziato una crociata contro il porno, ha commentato così la notizia: «Meglio così, ci saranno meno contenuti violenti, degradanti, umilianti, accessibili ai minorenni in Francia. Arrivederci».












