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Parigi obbliga il controllo dell'età: bloccate le pagine on line. I piani degli altri Paesi. E l'Ue indaga sui colossi web

In Europa è scoppiata la guerra del porno (e sembra solo all'inizio). A guidare la rivoluzione sono le pornostar francesi. Da ieri pomeriggio in Francia i principali siti del settore - Pornhub, YouPorn e Redtube - hanno oscurato i video a luci rosse: gli utenti che si collegano (7 milioni al giorno) non potranno più accedere ai filmati ma verranno accolti da un'immagine de «La libertà che guida il popolo», il dipinto di Delacroix. Sotto le immagini campeggerà la scritta: «La libertà non il tasto off».

Lo sciopero dei filmati hard è il risultato di un lungo braccio di ferro sulle regole di accesso, in particolare quelle sulla verifica dell'età degli utenti. Secondo la nuova legge, i siti devono esigere dall'utente l'invio di una foto o di parte di un documento di identità per provare la maggiore età senza divulgare la propria identità. L'Arcom, l'authority francese del digitale e dell'audiovisivo, prenderà pesanti sanzioni in caso contrario, fino all'oscuramento dei canali. Per Alex Kekesi, presidente di Aylo (la società che gestisce le piattaforme), si tratta di norme «irragionevoli, sproporzionate e inefficaci» e ovviamente difende il business (milionario) dei video. Per le autorità c'è un allarme sociale a cui porre rimedio per evitare che i minorenni crescano con un'idea distorta e violenta del sesso. Dei 7 milioni di utenti dei siti, 2,3 milioni sono minori: il 21% ragazzi di 10-11 anni, il 59% di 14-15 anni.