Servono solo carta e penna. Eppure, mettere nero su bianco cosa si pensa oggi della persona che saremo domani ha diversi benefici

di Stefania Medetti

Freschi di stampa, gli ultimi dati di Pew Research fotografano il cambio di sentiment da parte degli adolescenti nei confronti dei social. Rispetto al 2022, è cresciuto il numero di quanti ritengono che abbiano un effetto soprattutto negativo sulla loro generazione (dal 32 al 48 per cento) ed è calato il numero di quanti ritengono che abbia un effetto soprattutto positivo (dal 24 all’11 per cento). Non stupisce, dunque, che il 40 per cento degli adolescenti contemporanei cerchi strategie per limitare l’utilizzo di social e smartphone. Ed è all’interno di questo scenario che i teenager sperimentano la pratica di scrivere lettere al proprio sé futuro. Un’idea di cui, paradossalmente, spesso si viene a conoscenza sui social: scriversi lettere inizia con l’emulazione e si consolida nel tempo per i benefici che apporta.

Le “regole del gioco” sono semplici: servono solo carta e penna e la voglia di raccontare di sé oggi alla persona che saranno domani. La lettera si conserva in un cassetto con una data per l’apertura, oppure si lascia nella casa dove si trascorrono le vacanze in famiglia per essere aperta l’anno successivo. In pratica, è un esercizio di “immaginazione” di sé in una fase della vita in cui tutte le opzioni sono ancora aperta. Che benefici soddisfa per un adolescente? “Scrivendo al suo futuro sé, l’adolescente può “fissare” la sua identità attuale, descriverla con le parole di oggi e allo stesso tempo conservarne il ricordo e la consapevolezza in un tempo futuro, per un tempo futuro”, risponde il dottor Gianluca Frazzoni, psicologo psicoterapeuta e responsabile della sede di Milano del Centro InTerapia.