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Ultimo aggiornamento: 7:45
di Francesco P. Nicolaci*
E’ un fatto che i giovani, oggi, siano immersi in un flusso continuo di voci. Sui social, sugli schermi, nelle notifiche, ricevono ogni giorno una quantità enorme di messaggi: rapidi, insistenti, spesso sovrapposti. Quasi nessuno, però, è guida verso il loro vero, identitario essere. Anzi. Proprio quella molteplicità di stimoli rende più complicato trovare accesso alla voce e alla storia in cui ri-conoscersi davvero.
In mezzo a immagini perfette, modelli già confezionati e vite esposte come vetrine luminose, diventa faticoso ascoltare il proprio centro originario: quel nucleo unico di sensibilità, immaginazione e desiderio che ogni ragazzo porta con sé fin dall’inizio. Eppure è proprio attraverso l’immaginazione e l’incontro con altre storie che un preadolescente o un adolescente può attingere ad affinità autentiche.






