PADOVA/VENEZIA - Eccola la lapide di Salvore, oggi Savudrija, in Istria, luogo di una battaglia mai combattuta. Se l'erano inventata i veneziani per giustificare il dominio sull'Adriatico, asseritamente conquistato con le armi, sconfiggendo nientepopodimeno che la flotta di Federico Barbarossa, il 26 maggio 1177, giorno dell'Ascensione, tanto per volare alti con le simbologie. La battaglia è finta, l'epigrafe invece è vera, solo che molti pensavano che fosse perduta. Il bello è che non era affatto perduta, ma stava dove doveva stare: nei Musei civici di Padova, dov'era giunta nel 1880, proveniente dal parco della villa di Altichiero che Angelo Querini aveva ereditato nel 1765 (la villa non esiste più). Fino agli anni Ottanta del Novecento è pure stata esposta, nell'allora sede al Santo del museo civico. Dopo la chiusura è stata collocata nel deposito lapidario (e forse è stata rotta nel rimuoverla, poiché presenta una vistosa saldatura). Si tratta di una copia settecentesca dell'originale, molto probabilmente di fine XV secolo, che comunque presenta abbreviazioni sciolte e segni che nell'originale tardo quattrocentesco non potevano esserci e quindi devono essere stati aggiunti quando è stata scolpita la copia, come precisa Flavia De Rubeis, professoressa ordinaria di Epigrafia medievale a Ca' Foscari.
Lapide di Salvore, il mistero che non c'è: la battaglia in Istria inventata dai veneziani, la sparizione e il ritrovamento
PADOVA/VENEZIA - Eccola la lapide di Salvore, oggi Savudrija, in Istria, luogo di una battaglia mai combattuta. Se l'erano inventata i veneziani per giustificare il dominio sull'Adriatico,...






