Nei tre giorni del Festival del lavoro, che si è svolto a Genova dal 29 al 31 maggio, avete affrontato numerosi temi. Su quale può essere opportuno porre l’attenzione in particolare?

Il tema dell’inverno demografico, che a volte appare uno slogan, per noi è importante e abbiamo evidenziato le conseguenze che determinerà in termini occupazionali nei prossimi anni. A questo si aggancia il lavoro femminile, in quanto abbiamo una platea amplissima di donne che potenzialmente potrebbero lavorare ma oggi non lo fanno o non riescono a farlo. In prospettiva, potrebbero essere loro a compensare nel prossimo decennio i giovani che non sono nati a causa del fenomeno della denatalità. Si potrebbero attuare politiche specifiche a questo riguardo, in particolare a livello territoriale perché Regioni e Comuni hanno competenza in materia. Cosi si potrebbe avere una situazione omogenea in tutta Italia e non a macchia di leopardo, come invece è adesso. Uno degli aspetti del lavoro femminile su cui intervenire è il part time, a cui le lavoratrici fanno ricorso quando non riescono a conciliare i tempi.

Intervenendo al Festival, il ministro degli Esteri Tajani ha affermato che le ambasciate saranno sempre più trampolini di lancio per la nostra economia e quindi ricettori di lavoratori non comunitari che vogliono essere migranti regolari e inserirsi nella nostra società, invitando la vostra categoria a collaborare con il ministero. Ritiene che questo tipo di immigrazione possa essere anch’essa una risposta all’inverno demografico?