Sembra un copione ormai consumato: i centauri, possibilmente stranieri, vengono prima «adocchiati» mentre provano sulle piste. Poi i malviventi segnano targa e modello del furgone dove caricano le moto da cross e li seguono, studiandone i movimenti. Agiscono mentre i malcapitati sono a cena al ristorante, o a dormire in albergo, e il veicolo è incustodito. In pochi minuti lo rubano e scompaiono nel buio. Solo dopo aver pagato il conto ecco l’amarissima sorpresa: nel parcheggio il mezzo non c’è più, e con esso sono sparite anche le moto. La vacanza per coltivare la propria passione finisce nel modo peggiore, senza nemmeno un mezzo per tornare a casa e una perdita economica di decine di migliaia di euro.
Giri in pista poi i furti, la «banda del cross» e le moto scomparse tra i circuiti della Lomellina
Presi di mira i centauri stranieri. I mezzi portati all’estero







