All’inizio c’erano i marchi e i soldi. Range Rover, Lexus, Toyota: il tris perfetto per i furti di auto di lusso tra Forte dei Marmi, Viareggio e Cortina, mete vip dove le carrozzerie brillano e l’attenzione scivola. La banda li cercava lì, selezionava i bersagli e li geolocalizzava con piccoli tag, trasformando ogni tragitto in una traccia. Il resto era una catena rodata: colpire con calma anche davanti ai domicili delle vittime, “ripulire” i veicoli in Belgio con sostituzione dei numeri di telaio e targhe clonate, false o illecitamente acquisite all’estero, quindi l’ultimo viaggio: container da Anversa diretti a Dubai (Emirati Arabi Uniti) per la rivendita.