La Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere la revoca del provvedimento con cui nelle scorse settimane il Tribunale di sorveglianza ha concesso la semilibertà ad Alberto Stasi, l'allora fidanzato di Chiara Poggi che sta finendo di scontare 16 anni di carcere.

Il motivo dell'impugnazione sarebbe legato alla mancata richiesta di autorizzazione a rilasciare un'intervista al programma Le Iene durante un permesso per un ricongiungimento familiare. La vicenda, per il pg, avrebbe dovuto essere valutata diversamente dai giudici.

Sul caso, la procura generale si era già espressa con un parere negativo declinato dalla sostituta pg Valeria Marino davanti al Tribunale di sorveglianza di Milano: all’allora fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva per il delitto, contestava proprio quell’intervista. Per il direttore del carcere di Bollate Giorgio Leggieri, l’intervista però non aveva causato “infrazioni alle prescrizioni”.

L’11 aprile scorso le giudici del tribunale di Sorveglianza Federica Gentile e Maria Paola Caffarena, più due esperti, avevano accolto la richiesta dei difensori di Stasi. E la semilibertà era stata concessa “con il prosieguo dell’attività lavorativa in corso e l’appoggio abitativo presso lo zio”. Una decisione presa sulla base di una serie di elementi ritenuti convincenti, tra cui il comportamento del detenuto, ovvero “un percorso carcerario connotato dal rigoroso e costante rispetto delle regole, anche nel corso di benefici penitenziari concessi” (grazie ai quali Stasi usufruisce già di notevoli spazi di libertà).