Alberto Stasi potrebbe perdere la semilibertà per un'intervista a "Le Iene" non autorizzata. La Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere la revoca del provvedimento concesso dal Tribunale di sorveglianza all'ex fidanzato di Chiara Poggi che sta finendo di scontare 16 anni di carcere.
Stasi, detenuto a Bollate, era tornato a parlare dopo la riapertura del caso e la notizia dell'indagine su Andrea Sempio. Ma quell'intervista, che è stata registrata durante un permesso per un ricongiungimento familiare, non sarebbe stata autorizzata. La vicenda, per il pg, avrebbe dovuto essere valutata diversamente dai giudici.Il ricorso in Cassazione, i tempi della decisione non sono brevi, non cambiano la vita di Stasi che si divide tra lavoro esterno e carcere di Bollate, dove è detenuto da dieci anni.Il direttore del carcere di Bollate, Giorgio Leggieri, aveva risposto alla Procura specificando che l’intervista è stata registrata durante un permesso premio del 22 marzo, e che non sono state rilevate infrazioni alle regole. Anche il programma televisivo Le Iene, attraverso una nota ufficiale, ha supportato la posizione di Stasi e della sua difesa, dichiarando che non c'erano state infrazioni alle prescrizioni carcerarie. L'intervista: cosa aveva detto a Le Iene L'unico colpevole riconosciuto dalla legge per il delitto Poggi aveva parlato così durante l'intervista: «Io mi auguro che si possa arrivare alla verità, alla giustizia, per Chiara soprattutto, per la sua famiglia, per tutti quanti». Sul suo futuro, aveva detto: «Ho progetti molto semplici, proprio da Mulino Bianco! Io vorrei una famiglia classica, quello che cerco è la tranquillità, ed è quello che poi alla fine ho sempre desiderato. Quindi sogni piccoli. Però per me è importante».










