Tanti nodi da sciogliere sul tavolo di Antonio Filosa, nuovo ceo di Stellantis, che arriva non solo in un momento di transizione e difficoltà per il gruppo franco-italiano, ma soprattutto in mezzo alla tempesta perfetta dell’automotive, quella che stabilirà chi, tra i brand europei, farà la fine di Nokia. E un timoniere era urgente visto che mai si era vista una multinazionale senza guida per mesi oltretutto in momento storico critico.

E nel dossier ci sono alcuni punti di breve periodo e altri di medio-lungo termine che vanno affrontati a livello strategico.

In primo luogo, Antonio Filosa deve affrontare il nodo degli USA, e non a caso arriva proprio dalla guida dell’iconico brand Jeep (quello più forte di tutto il gruppo) ma del Nord e del Sud America. Qui si aprono due questioni: una legata ai brand, Jeep e Ram, che non performano come dovrebbero, e una industriale-geopolitica legata ai dazi, visto che Stellantis assembla in Messico per gli Usa, ha stabilimenti in Canada e in Brasile ed è una superpotenza delle vendite. Occorrerà dunque rivedere e dare piena esecuzione ai programmi per i nuovi modelli elettrificati basati su due architetture nuove: la STLA Large per auto elettriche e ibride di grandi dimensioni e STLA Frame dedicata ai veicoli più importanti per gli States: i pick-up.