È uno dei ceo più giovani nel mondo dell’auto, per Stellantis è un “giocatore bandiera”, lavora dal 1999 all’interno del Gruppo, dove ha costruito la sua carriera fino ad arrivare nel GEC, il Group Executive Council, di fatto la prima linea di comando, nel 2018, pochi mesi prima che Sergio Marchionne morisse. Antonio Filosa guida Stellantis dal 23 giugno scorso e nelle sue prime interviste, rilasciate a Il Sole 24 Ore e a Les Echos, richiama l’Europa alle sue responsabilità per la crisi di un intero settore. «Il dialogo strategico è molto utile, ma ora è fondamentale agire con urgenza. Non c’è più tempo per ritardi».

La proposta è quella di costruire un sistema più flessibile, più aderente alla realtà, facendo leva sulla neutralità tecnologica per incrementare le scelte per i clienti,sulle motorizzazioni ibride e range extended, sugli interventi per il rinnovo del parco auto circolante e su supercredit assegnati alle e-car, piccole auto elettriche, e alle piccole city car. Il Piano Italia, «voluto dal presidente John Elkann e da me fortemente sostenuto», dice Filosa, rappresenta una opportunità epocale per l’Italia. «I volumi - ribadisce - arriveranno grazie a nuove regole realistiche dell’Ue e ai lanci dei nuovi modelli, in particolare dalla salita produttiva di nuove proposte come la Jeep Compass a Melfi, insieme ai modelli sulla piattaforma Slta medium, e la Fiat 500 ibrida a Mirafiori. In futuro, con la Nuova Panda assegnata al sito industriale di Pomigliano, accanto alle vetture che saranno prodotte sulla piattaforma Slta Small».