Se avessi ascoltato i giudizi che avevo attorno, da bambino, adolescente, e oltre, non avrei fatto nulla di ciò che ho fatto. Se avessi creduto a ciò che era normale, desiderabile, inevitabile, figo per gli altri — parenti, compagni di classe, vicini di casa, insegnanti —, avrei vissuto una vita non mia: nella periferia in cui sono cresciuto l’interesse per i libri, più che minoritario, era incomprensibile; i miei gusti, in fatto di colori, personaggi e giochi, erano da femmina; il mio disinteresse verso il denaro come principale obiettivo di vita era colpevole. Arrivato a quasi quarant’anni, se avessi dato credito alle opinioni prevalenti, ora sarei una persona, non solo inquieta e dubbiosa, come nei fatti sono: io sarei una persona infelice.
Lasciar andare mi ha salvato la vita
Se avessi ascoltato i giudizi su di me che sentivo da bambino, adolescente e oltre, non avrei fatto nulla di ciò che ho fatto. Ora che passiamo le giornate a introiettare condizionamenti, scrutando da lontano le storie degli altri, è urgente una strategia per riscoprire quant’altra vita è possibile fuori dai binari dei like. Io ho la mia






