Donald Trump frustrato e con le armi — istinto, imprevedibilità, dealmaking — spuntate davanti a un Vladimir Putin, studioso della sua psicologia (già nel 2017, prima di incontrarlo, chiese un rapporto sulla sua mentalità) che lo spinge verso un binario morto con una strategia fatta di elogi, disponibilità al dialogo sull’Ucraina e zero concessioni. Ora che Trump, dopo avergli fatto regali a raffica senza ottenere nulla, dice di non capire più il suo amico e gli dà del matto, il Cremlino replica con altri ringraziamenti per gli sforzi negoziali uniti a una frase che sa più di commiserazione che di comprensione: quel giudizio di «sovraccarico emotivo» brucia più di un insulto sulla pelle di un presidente che aveva promesso «pace in 24 ore», certo di godere di un rispetto che il leader russo non aveva per Obama e Biden.