È tornato a Teheran, come aveva annunciato, ed è stato accolto da applausi. Il regista iraniano Jafar Panahi vincitore della Palma d’oro è stato festeggiato dalle numerose persone e attivisti all'aeroporto Imam Khomeini che hanno gridato 'Donna, vita, libertà'. Grande attenzione da parte di tutta la comunità di dissidenti, attivisti e cineasti con una lettera firmata da 150 persone.
Il regista dissidente Panahi, palma d'oro a Cannes, torna a Teheran: gli applausi all’aeroporto
“Un impegno per l'arte e una voce di verità possono ottenere l'apprezzamento del mondo, anche all'interno delle mura della censura e delle pressioni. Il premio è un traguardo e un onore per tutti gli iraniani che lottano sulla via della libertà, della giustizia e della dignità umana”. 150 artisti, attivisti, politici, ed ex e attuali detenuti iraniani hanno pubblicato una dichiarazione in cui si congratulano con il "coraggioso e straordinario regista iraniano", Jafar Panahi, per aver vinto la Palma d'oro del Festival di Cannes.
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All’indomani di un riconoscimento che è naturalmente prima di tutto un premio artistico, la comunità internazionale e quella iraniana si schiera al fianco del regista che è riuscito – nonostante le estreme difficoltà - a ottenere nella sua carriera un Leone d’oro, un Orso d’oro e adesso una Palma d’oro. Un regista che dopo sei anni di carcere e 14 anni senza poter lasciare il Paese perché gli era vietato l’espatrio, è riuscito a realizzare un film potente, Solo un incidente, a partire dai racconti delle persone che ha incontrato durante la prigionia. Dal palco del festival di Cannes ha fatto un appello per l’unità dell’Iran: “Nessuno può dirci cosa fare e cosa non fare”.











