La Palma d'oro vinta dal regista dissidente iraniano Jafar Panahi con il film A Simple Accident, applaudita ieri sera al festival di Cannes come un tributo alla libertà, un inno all'arte che spinge a reagire "alla crudeltà dei potenti e dei governi", secondo le accorate parole della presidente di giuria Juliette Binoche, diventa un caso politico internazionale con Francia e Iran contrapposte.
Anche se i media ufficiali di Teheran hanno dato ieri scarsa eco al premio, l'agenzia di stampa conservatrice Fars ha affermato che la scelta della giuria era politica.
I quotidiani riformisti Etemad, Shargh e Ham Mihan hanno riportato online la notizia della vittoria senza commentarla e nella loro versione cartacea non ne viene fatta menzione. Da parte sua, la televisione di Stato ha ignorato la Palma d'Oro, concentrandosi sul Festival del cinema della Resistenza, evento ufficiale che premia le opere filo-palestinesi o quelle sulla guerra Iran-Iraq (1980-1988). Oggi il governo ha fatto sapere di aver convocato l'incaricato d'affari francese per protestare contro "le dichiarazioni offensive" e "le accuse infondate rivolte dal ministro degli Esteri francese contro l'Iran". Nel mirino, il post su X di Jean-Noel Barrot sul premio: "Con un gesto di resistenza contro l'oppressione del regime iraniano, Jafar Panahi si aggiudica una Palma d'Oro che riaccende la speranza per tutti i combattenti per la libertà, in tutto il mondo".













