Jafar Panahi, vincitore della Palma d’oro 2025, è il regista più perseguitato dal regime di Tehran. Detenuto fino a febbraio 2022, ha avuto ad aprile 2023 la rimozione del divieto ad uscire dall’Iran che era in vigore da 14 anni e si è recato in Francia con la moglie per incontrare la figlia. A simple accident è il suo primo film a divieto caduto.

64 anni, autore del Palloncino Bianco (Camera d'oro nel 1995) e di opere premiate come Il cerchio (Leone d'oro a Venezia nel 2000), This is Not a Film, Taxi Teheran, Tre Volti e più recentemente Gli orsi non esistono, Panahi era stato rilasciato dal carcere nel 2023 dopo aver intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro "il comportamento illegale e disumano" della magistratura iraniana. Ed era uscito su cauzione.

Il passaporto di Panahi era stato confiscato nel 2010 quando stava per recarsi a Parigi poco dopo l'inizio delle proteste del Movimento Verde contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad in Iran. Il regista fu successivamente condannato a sei anni di prigione con l'accusa di "propaganda contro il sistema" a causa del suo sostegno verso il movimento di protesta e a 20 anni di divieto di produzione cinematografica.