CATL in Germania, BYD in Ungheria. Due colossi, due casi emblematici. La strategia cinese per conquistare il mercato europeo dell’auto elettrica passa dalle fabbriche. Non solo per gli evidenti vantaggi sul fronte della logistica, ma soprattutto per aggirare la barriera dei dazi fino al 47%, mantenendo però in patria le competenze strategiche.

Nel cuore della Turingia, a due passi da Arnstadt (meno di 200 km da Francoforte), CATL, il colosso cinese delle batterie, ha investito quasi 2 miliardi di euro in uno stabilimento che rifornisce Volkswagen, Bmw e Mercedes-Benz.