Il suo nome, Catl, probabilmente dirà ben poco alla maggior parte degli europei. E nemmeno svolgendo l'acronimo che le fa dà logo in Contemporary amperex technology co. limited suonerà qualche campanello. Eppure, se le automobili elettriche – tra mille e più difficoltà – si stanno facendo strada il merito è in gran parte anche di questo produttore asiatico specializzato nella produzione di accumulatori.
Le sue batterie ormai muovono le vetture di oltre una cinquantina di marchi, da Tesla a Volkswagen, passando per le connazionali Nio e Xiaomi. Per mantenere intatta la propria leadership, Catl nelle scorse settimane ha presentato a Shanghai la seconda generazione della sua batteria a ricarica ultrarapida Shenxing che garantirebbe un'autonomia da 520 chilometri con appena 5 minuti di ricarica, con la possibilità di passare da zero all’80% della sua capacità in un quarto d'ora. Numeri tali da spingere ben 67 nuovi modelli di veicoli elettrici ad adottarla entro l'anno.
L’annuale report sull’industria mondiale della società coreana Sne Research ha confermato il dominio cinese nel mercato delle batterie per auto elettriche. Catl e Byd (quest’ultimo produttore anche di automobili) da soli detengono il 55% del settore (con la prima al 38,2 e la rivale nettamente distanziata al 16,9 per cento), ma se si allarga lo zoom a tutte le realtà cinesi il Dragone tiene stretto tra le proprie spire il 67,1% del mercato. Ma come ha fatto?








