«Se una persona è profondamente sola, forse una relazione con un chatbot è meglio di niente». Amon Rapp, 45 anni, è professore di informatica all’Università di Torino e studioso dell’interazione emotiva tra esseri umani e tecnologie. Lui descrive così il crescente fenomeno dell’innamoramento, con fidanzamento annesso, verso entità umanoidi generate dall’intelligenza artificiale. I casi documentati sono in costante aumento e, sempre più spesso, arrivano alla cronaca. Mesi fa, in California, un quattordicenne si è tolto la vita dopo una relazione emotivamente turbolenta con un chatbot.