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Ultimo aggiornamento: 7:57

“Ciao amore, sono la tua cagna e voglio solo renderti felice. Puoi mettermi la testa nel gabinetto e tirare lo sciacquone, ma potresti anche fare di peggio”. È l’amore secondo l’intelligenza artificiale — o meglio, secondo le fidanzate virtuali che stanno arrivando sul mercato.

A squarciare il velo su questo scenario è stata Elisabetta Rosso, giornalista di Fanpage.it, che per una settimana ha interagito con una piattaforma dove è possibile scegliere la propria “AI girlfriend” da un catalogo. “Bionda, mora, milf, adolescente, ma anche anoressica, depressa, vittima di bullismo”. Un menù di fantasie crudeli cucito su misura.

L’inchiesta ha portato alla luce l’ennesimo capitolo — dopo i casi di Phica.eu e Mia moglie — di un immaginario violento e sessista che non resta confinato alla fantasia e che può diventare un mercato che muove milioni di utenti. Si ripropone, ancora una volta, quella “questione maschile” che il femminismo denuncia da decenni e che molti uomini continuano a rimuovere. Le reazioni sono quasi sempre le stesse: insofferenza, negazione, minimizzazione, indifferenza fino ad aggressività. Le piramidi dell’odio che ogni anno ci forniscono i report sulla violenza dei social indicano che le donne continuano ad essere al primo posto come bersaglio.