MONTECARLO. Il sabato del villaggio di ogni appassionato di Formula 1 è oggi, qui a Montecarlo, dove le qualifiche sono (quasi) tutto. Gran parte della gara si vince tra poche ore (semaforo verde alle 16), perché su questo circuito rimasto agli Anni 50 – mentre tutto attorno il mondo si è ingrandito, comprese le monoposto – resta impossibile sorpassare. Quest’anno c’è la variabile delle due soste obbligatorie introdotta a tavolino per vivacizzare il dopo pranzo della domenica, solitamente soporifero, ma la pole resta la migliore carta da avere in mano per chi spera di vincere. E davanti a tutti c’è ancora Charles Leclerc: tre ore di prove libere e tre volte in cima alla classifica s’è arrampicata la Ferrari, inattesa lassù dopo le ultime delusioni e il disastro di sette giorni fa a Imola, quando entrambe le Rosse furono eliminate prima di arrivare nella top 10. Se due indizi fanno una prove, tre dovrebbero rinforzarla: e così Charles sarà tra i favoriti per la pole più importante dell’anno.
Super lavoro per i meccanici
Il rovescio della medaglia è Lewis Hamilton, non tanto per la quinta posizione a oltre mezzo secondo dal compagno di squadra, quanto per il botto nel finale di sessione che costringerà i meccanici a un super lavoro per riparare la sua SF-25 in tempo per le qualifiche. Il sette volte campione del mondo è andato a sbattere all’esterno di curva 3, al casinò, forse sorpreso e condizionato dall’aver trovato davanti a sé un paio di macchine che procedevano lentamente. Tra le due Ferrari, per il momento si sono piazzate le due McLaren e Max Verstappen, secondo a quasi tre decimi da Leclerc. L’olandese si è lamentato della sua Red Bull, «non ho assolutamente grip, la macchina scivola dappertutto», ma è in agguato, benché abbia fatto segnare il suo tempo con gomme gialle senza riuscire a migliorarsi con le soft.












