C’è una domanda che aleggia da alcuni giorni e alcune notti su queste azzurre lande. Un quesito che ha dell’esistenziale, che ci si pone nel silenzio insonne che precede le albe e che ha accompagnato l’interminabile conto alla rovescia che la città ha scandito tra sé e sé, da quando l’ignoto perfido sceneggiatore ha messo in atto il suo maligno disegno infliggendo due pareggi a distanza tra gli uomini di Conte e quelli di Inzaghi, per interposti avversari.

Ma pur fatta collettivamente, la domanda non è comune; è piuttosto rigorosamente individuale, di quelle che ci si fa davanti allo specchio del bagno, arruffati e spettinati, contemplando gli occhi cerchiati e la barba di un paio di giorni.

La domanda, in estrema sintesi, è: ma chi me lo fa fare?