Due fattori contribuiscono a spiegare perché Donald Trump, con un’ennesima svolta a sorpresa, sia tornato ad accelerare sui dazi contro l’Europa. In teoria non doveva andare così. In teoria la sospensione dei dazi “reciproci”, fissati per l’Europa al 20%, sarebbe dovuta durare per 90 giorni fino al 9 luglio prossimo e intanto i dazi sarebbero rimasti al 10%. In questo periodo l’amministrazione americana avrebbe dovuto negoziare un accordo complessivo con l’Unione europea, da annunciare quando fosse stato pronto.