«Controllami, se mi ami». Tra i banchi delle scuole superiori torinesi, l’amore si confonde con il possesso. «Non vorrei che il mio partner mi chiedesse cosa sto facendo ogni minuto della giornata». Su quasi 500 studenti coinvolti in un sondaggio, circa uno su due si è detto in disaccordo con questa frase e quindi disposto a tollerare un controllo ossessivo.