Valeria Golino ha conosciuto Goliarda Sapienza che aveva più o meno 18 anni: era al suo secondo film, Storia d'amore, che le valse giovanissima la Coppa Volpi a Venezia.

La regia era di Citto Maselli, che è stato il compagno della scrittrice per quasi 20 anni.

"Era una signora anziana rispetto a me ma con una testa di ragazza, era molto curiosa di me più di quanto fossi io di lei, per due - tre volte a settimana per qualche mese frequentai la sua casa in via Denza ai Parioli, la stessa dove 40 anni dopo rientrerò interpretandola. C'è da commuoversi", ammette Valeria Golino. Lo scorso anno era qui al festival di Cannes con un gioiello: la serie Sky L'arte della gioia che aveva diretto, con Tecla Insolia, Valeria Bruni Tedeschi, Jasmine Trinca, tratto dal best seller postumo di Sapienza, scoperta editoriale in Francia e poi in Italia. Oggi torna con il film in lizza per la Palma d'oro in cui interpreta la scrittrice nella Roma agostana del 1980 quando finisce in carcere per aver rubato dei gioielli e scopre l'amicizia, la confidenza e l'attrazione con alcune detenute di Rebibbia lontane socialmente da lei, un legame che proseguirà anche Fuori, come dice il titolo del film di Mario Martone.