In un tempo segnato da crisi globali — politiche, economiche, climatiche e sociali — Art for Tomorrow 2025, il simposio organizzato da The Democracy & Culture Foundation per la 10ª edizione chiama a raccolta protagonisti influenti del mondo dell’arte, dell’architettura e del design come Norman Foster, Theaster Gates, Jeff Koons, Shirin Neshat e Hans Ulrich Obrist, solo per citarne alcuni. All’interno della Triennale Milano, questo incontro internazionale che si è svolto dal 12 al 14 maggio, ha messo al centro una domanda cruciale: quale ruolo può giocare la creatività nella ricostruzione di un tessuto collettivo oggi profondamente lacerato?
L’arte, l’architettura e il design non sono più (solo) spazi di contemplazione o estetica, ma si rivelano strumenti essenziali di comprensione, connessione e intervento. In un contesto globale in cui prevalgono isolamento, polarizzazione e disuguaglianza, l’atto creativo diventa gesto politico, linguaggio comune, azione trasformativa.
Il cuore dell’edizione 2025 batte attorno a una convinzione forte: la creatività ha una responsabilità sociale. Non è più sufficiente ispirare, bisogna anche ricucire. Di fronte alla tentazione del ripiegamento individuale, Art for Tomorrow propone uno sguardo aperto, coraggioso, pronto a riattivare il senso del “noi” attraverso l’arte come pratica di ascolto, di cura e di costruzione di immaginari condivisi.








