Tra gli ospiti che accenderanno i riflettori sull'importanza della cultura come strumento geopolitico, negoziale e di business ci saranno protagonisti del mondo istituzionale, imprenditoriale, accademico, comunicativo. A partire da Luboš Veselý, direttore della Karel Komärek Family Foundation che si occupa di preservare i tesori storici, artistici e archeologici dell'Ucraina durante la guerra: l'Unesco ha registrato finora danni a 458 siti ucraini, tra cui 149 luoghi religiosi, 257 edifici storici, 34 musei, 33 monumenti, 18 biblioteche, 1 archivio, 2 siti archeologici. Tra i relatori anche l’ambasciatore Francesco Maria Talò, ex consigliere diplomatico di Palazzo Chigi appena nominato dal governo primo inviato speciale italiano per il Corridoio India-Medio Oriente-Europa (Imec). Mentre David Vincent Mambriani, incaricato del Vaticano per gli Affari Culturali del Giubileo, sottolineerà l'importanza della cultura per costruire ponti e risanare fratture: una “diplomazia della cultura” che può lavorare per la pace a fianco di quella tradizionale.