«Interrogarsi sul “fare cultura” richiede innanzitutto di pensare a quale sia il suo valore per l’uomo di oggi. La verità sempiterna (e ancora valida) è che questa cultura è l’insieme di tutte quelle occasioni che costruiamo per comprendere la nostra ragione di vita. È un complesso vastissimo ed eterogeneo, che ha il potenziale di divenire lievito per qualcos’altro di nuovo. I prodotti culturali sono a loro volta “produttori” che aiutano a crescere stimolando domande importanti» scrivono Christian Greco, egittologo, direttore del Museo Egizio di Torino e Paola Dubini, docente di Management all’Università Bocconi di Milano, nel libro «La Cultura è di tutti» da cui stasera muove l’ultimo appuntamento, nello Spazio Incontri Crc, a Cuneo, alle 21, del ciclo «Resistenze di oggi. Informare per Resistere» curato dal Centro culturale Don Aldo Benevelli dell’associazione partigiana Ignazio Vian.

La guida della Costituzione italiana

Claudia Bergia, presidente del Centro e anima del progetto di approfondimento culturale e civile che è «Resistenze di oggi», conclude affrontando uno dei nodi cruciali del dibattito: il dettato dell’articolo 9 della Costituzione in quanto, con le parole di Carlo Azeglio Ciampi, è «l’articolo più originale della Costituzione italiana, perché contiene una concezione unitaria e inscindibile tra passato (patrimonio artistico e storico), presente e futuro (ricerca, cultura e paesaggio), un approccio che non ha eguali in altre Costituzioni, definendo la protezione di questi beni come missione pubblica e inalienabile della Repubblica».