Uno scintillante omaggio alla genesi di uno dei grandi capolavori della storia del cinema: Richard Linklater è in concorso al Festival di Cannes con “Nouvelle Vague”, film che racconta la produzione di “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard, uno dei manifesti dell’avvento della modernità sul grande schermo.

Il film si apre a Parigi nel 1959, in un momento in cui Godard si rende conto che tutti i suoi compagni e sodali colleghi dei Cahiers du Cinéma sono passati dalla critica alla regia di un lungometraggio. Dopo Claude Chabrol, François Truffaut, Eric Rohmer e Jacques Rivette, è arrivato anche per lui il momento di fare il grande passo.

Dopo aver presentato al Festival di Berlino di quest’anno il bellissimo “Blue Moon”, incentrato sul paroliere Lorenz Hart, Richard Linklater conferma il suo impressionante momento di forma con un altro lungometraggio dedicato all’atto creativo.

Se il film precedente si concentrava su poche ore nella vita dell’artista, in questo caso invece il regista americano descrive i mesi che sono passati dal via libera per realizzare il progetto fino al momento in cui Godard ha potuto mostrare ai suoi amici la pellicola terminata.

Indubbiamente siamo di fronte a quello che è innanzitutto un omaggio a un regista che ha cambiato la storia del cinema, ma ciò che conta ancora di più è quanto Linklater sia riuscito a narrare con estrema levità un periodo tanto profondo per l’evoluzione della Settima arte.