Cannes verso il gran finale attende le giovani ragazze madri dei fratelli belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne (Jeunes Meres) che potrebbero acciuffare la terza Palma d'oro svettando su tutto il pantheon della storia del festival con un film di cui si parla come di un nuovo capolavoro per sensibilità e umanità di racconto.

E la sorpresa The Mastermind di Kelly Reichardt con Josh O'Connor (appena visto come musicista gay in The history of sound accanto a Paul Mescal) nei panni di un trafficante d'arte nell'America degli anni '70.

Intanto si registra un record di applausi, per una premiere trionfale del dramma dell'incomunicabilità familiare di Sentimental Value del norvegese Joachim Trier: 19 interminabili emozionanti minuti che rappresentano il terzo posto del podio della storia di Cannes dopo Il labirinto del fauno di Guillermo Del Toro e Farenheit 9/11 di Michael Moore. In concorso sono passati due film: il melodramma Woman and Child dell'iraniano Saeed Roustaee e il sorprendente estetizzante Resurrection della cinese Bi Gan. Woman and Child è arrivato al festival dopo l'emozione Panahi con A Simple Accident e quindi decisamente con un gap: diversi suoi connazionali in esilio hanno accusato il giovane regista di essersi compromesso con questo lavoro, che rispetta le rigide leggi della Repubblica islamica, in particolare per quanto riguarda l'uso del velo che la protagonista (Parinaz Izadyar, da premio) indossa in ogni scena e che è stato notato non senza polemica. Resurrection è un fantasy monumentale e divisivo (160 minuti o scappi o resti) su una donna la cui coscienza cade nel 'fuso orario eterno' durante un intervento chirurgico, così, schiava dei suoi stessi sogni, cerca di rianimare il cadavere di un androide privo di memoria raccontandogli delle storie.