L'attesa ha un senso e non solo perchè è il festival di Cannes.

Nicole Kidman è un'attrice che ha saputo fare film dopo film scelte non convenzionali, anche audaci (come per l'ultimo Babygirl presentato a Venezia con cui ha vinto la Coppa Volpi), sapendosi in un certo senso ogni volta reinventare smarcandosi dai clichè.

E poi la svolta, non rara tra gli attori di Hollywood (Brad Pitt su tutti), di essere imprenditrice non solo di se stessa ma anche per gli altri. Nel 2010 ha fondato la Blossom Films con una idea ben precisa: contribuire a far crescere l'importanza delle donne nel mondo cinematografico. Alcuni anni fa aveva fatto una dichiarazione: "finanzierò un film di una cineasta almeno ogni 18 mesi". Non solo ha mantenuto la promessa ma è andata oltre: da allora Kidman ha lavorato con una regista donna 27 volte. Sorpresa di questo numero? La bionda australiana, 57 anni, ex signora Cruise ora Urban, grinta micidiale, all black con giacca-corsetto in pelle e pantaloni sorride e risponde: "Avrei fatto in modo che accadesse. Da anni si discute di disparità di accesso alla professione per le donne nel cinema e passi si sono fatti, molti altri sono da fare. Io continuerò a fare con decisione la mia parte che è prendersi rischi economici, imprenditoriali, attirare ottimi progetti, far lavorare talenti femminili. Un lungo processo ma questa è la mia chance. Produrre è la mia salvezza".