«Slowly, slowly; piano, piano», dice del tutto inascoltato un addetto alla sicurezza. Nicole Kidman partecipa al ciclo degli incontri Women in Motion (nel pacchetto è compreso un premio), sul ruolo della donna nell’industria del cinema. Che poi è il tema su cui la star australiana si batte da anni, prodigandosi come attrice e produttrice in progetti che hanno uno sguardo femminile. «Finora hai lavorato con 27 registe donne», dice la moderatrice che arrotonda in eccesso. Intanto la gente sgomita, come sempre a Cannes, ma un po’ di più, tra gridolini isterici. «È così magra», commenta una collega accanto a noi.

Ecco Nicole col suo volto di porcellana, jeans neri e giubbino di pelle in tinta chiuso con i gancetti, outfit dark e chioma bionda fluente, tacchi alti che la spediscono lassù, non paga del suo metro e 80, e chissà quanto deve aver sofferto il suo ex marito, quel tappetto atletico di Tom Cruise che al festival si è materializzato a sorpresa, nell’ormai lontana nel tempo Mission Impossible di sfiorarle la spalla. Nicole scende subito dal piedistallo delle celebrità. Fuori arrivano i suoni di trombe e piatti della banda che sfila sulla Croisette. «Non avevano detto che ci sarebbe stata una parata per la nostra conversazione», scherza la diva.