Si fermano sull’isola per qualche ora, il tempo utile per rifocillarsi e ritrovare le forze, prima di riprendere il loro lungo viaggio verso i siti di nidificazione. Per monitorare gli uccelli che scelgono la piccola Vivara come tappa intermedia delle migrazioni sono riprese in questi giorni, con il cosiddetto passo primaverile, le attività di inanellamento dell’avifauna, frutto di un accordo di collaborazione tra il Dipartimento di Biologia dell’Università di Napoli Federico II e la Riserva Naturale dello Stato Isola di Vivara, con l’obiettivo di realizzare uno studio sulla fauna selvatica di interesse per la conservazione della biodiversità nell’isola.

“Si tratta di un momento storico, le attività di studio delle migrazioni dell’avifauna, da parte dell’Ateneo, erano ferme da oltre trent’anni e nei primi giorni di attività abbiamo catturato e marcato uccelli stanziali, come occhiocotti e merli, e diversi migratori, dall’averla capirossa al culbianco, dalla balia alla sterpazzola, fino a un bellissimo assiolo, a conferma dell’elevato valore che Vivara continua a rivestire da un punto di vista ecologico per l’avifauna”, spiega Domenico Fulgione, che ha coordinato le attività di un progetto il cui responsabile scientifico è Maria Buglione.