Dalle meduse al pesce scorpione, passando per il pesce palla, le alghe tropicali e continuando con gli altri esemplari di pesci. Sono le specie aliene che popolano i mari italiani. A favorire la presenza di esemplari provenienti da altri mari sono i cosiddetti «corridoi naturali», è il caso dello Stretto di Gibilterra, e quelli artificiali come il Canale di Suez.

Lo studio in campo

A fornire una mappa in costante aggiornamento sulle presenze aliene nei mari, con le indicazioni di quelli urticanti, pericolosi o eventualmente velenosi, è l’Ispra che con l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Ancona (CNR-IRBIM), quest’anno ha lanciato la campagna «Attenti a quei 4!». Un’iniziativa che segue il percorso avviato già nel 2022 e ha l’obiettivo di informare i cittadini sulla presenza delle specie invasive nei nostri mari. Dai due istituti di ricerca anche indicazioni utili per riconoscerle e prevenire spiacevoli incidenti, oltre che «contribuire al monitoraggio della loro diffusione e invitando a documentare con foto o video la specie».

Segnalazioni e catture in aumento

«L’aumento delle catture e segnalazioni da parte di pescatori e subacquei, da un lato conferma l’importante ruolo da loro svolto a supporto dei ricercatori nell’attività di sorveglianza della diffusione delle specie aliene - commenta Manuela Falautano, ricercatrice dell’Ispra, coordinatrice per l’Ente delle campagne “Attenti a quei 4!”- , dall’altro evidenzia la necessità di ampliare il coinvolgimento degli operatori del mare e di promuovere una chiara attività di comunicazione alla cittadinanza sulle specie potenzialmente pericolose per la salute umana, senza creare allarmismi».